Ci accoglie nel suo studio con la consueta cordialità. Dietro la scrivania, pile di faldoni e le planimetrie dei nuovi laboratori digitali in corso di allestimento nell'ala ovest dell'istituto.
“«La scuola che immagino non è un fortino chiuso, ma una piazza civica dove i talenti di ciascuno possano emergere senza paura del fallimento», esordisce il Dirigente rispondendo alla nostra prima domanda.”
Tra i temi affrontati nel colloquio, la gestione delle risorse europee per la transizione digitale: oltre trecentomila euro investiti in aule immersive, visori per la realtà virtuale e schermi interattivi touch in tutte le classi.
“«La tecnologia è fondamentale, ma da sola non basta: serve una comunità educante coesa, capace di ascoltare il disagio giovanile e di orientare gli studenti verso scelte universitarie e professionali consapevoli».”
L'intervista integrale, ricca di aneddoti e riflessioni personali, è disponibile per tutti i lettori sul nostro giornale online.
