Chi ha detto che la filosofia debba abitare esclusivamente nei tomi ponderosi di Kant o Hegel? Un seminario pomeridiano autogestito dagli studenti dimostra come la serialità televisiva contemporanea sia una delle forme più fertili di riflessione filosofica.

Prendendo a modello capolavori come 'Black Mirror' o 'Severance', gli studenti hanno analizzato questioni cruciali come l'alienazione lavorativa, il confine tra memoria e identità e i limiti morali del progresso biotecnologico.

«Le serie TV usano metafore visive potenti per porre le stesse domande che Socrate rivolgeva ai cittadini nell'Agorà: cosa è giusto? Come vogliamo vivere insieme?», spiega il coordinatore del gruppo di discussione.

Il dibattito ha coinvolto oltre cinquanta ragazzi, confermando che quando il linguaggio del pensiero incontra i media amati dalle nuove generazioni la passione per la conoscenza si accende all'istante.