Cosa lega i versi dell'Inferno dantesco alle sonorità psichedeliche dei Pink Floyd o ai testi impegnati di Fabrizio De André e dei Radiohead?
A rispondere a questo insolito quesito è stata una straordinaria lezione-concerto tenutasi ieri in aula magna, promossa congiuntamente dai dipartimenti di lettere e musica.
Attraverso l'ascolto guidato di brani celebri e la lettura metrica dei canti di Paolo e Francesca e del Conte Ugolino, gli studenti hanno scoperto come l'immaginario visionario di Dante continui a essere una fonte inesauribile di ispirazione per la musica contemporanea.
“«Dante usava le parole come riff di chitarra: ritmi incalzanti, rime aspre e suoni duri capaci di scuotere le coscienze prima ancora che l'intelletto», ha commentato il relatore tra gli applausi scroscianti.”
Un incontro che ha mostrato come i classici della nostra letteratura possano rivelarsi freschi, rivoluzionari ed esaltanti.
